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La seducente ironia del soprano

La rivelazione, e si dice in senso stretto, è invece Madelyn Monti…Nota come soprano di melodramma, qui sfoggia una serie di qualità che quasi nessun soprano, per quanto eccelso, possiede: «ironia» è un termine sintetico ma vago per definirle. Premettiamo non essere per lei il concerto da camera un ripiego: ella possiede voce intensa, di bel timbro, vibrante e omogenea lungo la gamma…È una lezione. La Monti non ricorre a nessun trucco «teatrale» per superare difficoltà vocali, canta impeccabilmente e con timbri seducenti; ma inserisce sempre un qualche sovrappiù, un accento troppo enfatico o troppo sentimentale, una strizzata d’occhi ideale durante l’espressione di un pathos torbido o focoso, a sottolineare il «distacco», suo d’’interprete, nostro per dovere storico, dal e del contesto musica-poesia. Inutile dire che nelle tre lingue sfoggia una dizione da dama del gran mondo. Che si sia reincarnata la Edith Sitwell?
Paolo Isotta, Corriere della Sera